Cosa eseguiamo e da cosa dipendiamo
- Control Graph di applicazioni, workload e dati
- SBOM e provenance per ogni artefatto
- Mappa di provider e giurisdizioni
Software supply chain security, assessment delle piattaforme
TetsuoShimaTech collega sovranità digitale, sicurezza della software supply chain e platform engineering in un unico tessuto di controllo. Ogni workload ha un posto giusto, regole applicate dalla piattaforma e prove sempre pronte.
Quattro fili, un solo tessuto. Seleziona un piano per vedere dove passa.
Le informazioni esistono, ma sono sparse tra CMDB, repository, pipeline, cluster, contratti e fatture cloud. Segna quelle a cui la tua organizzazione sa rispondere oggi, in meno di un giorno.
Sovranità decide il target, la supply chain garantisce la fiducia, la piattaforma applica le regole, l'observability produce la prova. Ogni prova aggiorna le decisioni successive.
Software supply chain security, assessment delle piattaforme
Workload placement, architetture ibride, FinOps
Platform engineering, GitOps, DevSecOps
Observability, SRE, security
Dopo il quarto piano il ciclo riparte: una nuova evidenza può riaprire una decisione di placement.
Colleghiamo ogni workload alla sua origine, al suo contesto e ai suoi obblighi. Scegli un livello per vedere a quale domanda risponde.
Cinque sotto-indici da 0 a 100, pesati sul profilo di rischio. Prova a impostare i valori di un tuo servizio.
Simulazione dimostrativa. Nel servizio reale i valori si calcolano dai dati del Control Graph e si aggiornano in continuo.
Chi vende sovereign cloud decide dove ospitare, chi fa consulenza disegna la roadmap, chi vende tool protegge l'artefatto. Noi colleghiamo la decisione all'esecuzione e alla prova, workload per workload.
I requisiti di sovranità diventano policy che la piattaforma applica da sola.
kind: SovereigntyPolicy metadata: name: dati-clienti-core spec: appliesTo: dataClass: C3 require: jurisdiction: EU sbom: signed provenance: verified exitDrill: "every 180d" enforce: [provisioning, admission, runtime]
L'uscita da un provider si misura e si prova, come un test di disaster recovery.
Misuriamo il Time-to-Exit: il tempo verificato per spostare un workload fuori dal suo provider, con dati, pipeline e dipendenze. Una volta ogni sei mesi lo proviamo davvero su un workload campione.
La conformità diventa una query, non un progetto.
Ogni passaggio, dal commit alla pipeline, all'artefatto, all'SBOM, al deploy, al runtime e all'incidente, lascia una prova firmata e collegata alle altre.
Modelli, dataset e agenti sotto lo stesso controllo del codice.
Un modello è un artefatto come gli altri: ha un'origine, una licenza, una firma e un posto dove deve girare.
Ti avvisiamo quando un workload esce dal suo perimetro, e proponiamo la correzione.
Un workload conforme oggi può non esserlo domani. La correzione arriva come pull request e passa dagli stessi controlli GitOps di ogni altra modifica.
Ogni fase produce valore da sola. L'ultima trasforma il progetto in un servizio continuo.
Assessment di resilienza e sovranità
Architettura target e roadmap
Piattaforma sovrana e controllata
Governance ed evidenze
Durate indicative, calibrate su perimetro e numero di workload.
Quattro settimane su 3–5 workload critici. Alla fine hai il primo Control Index, le risposte alle otto domande e un controllo già in esecuzione sulla piattaforma.
Normative e mercato stanno trasformando il controllo digitale da buona pratica a obbligo da dimostrare.
delle organizzazioni ha subito un incidente di software supply chain nei 12 mesi precedenti
indica la tecnologia AI come primo rischio per la supply chain
crescita attesa nel 2026 della spesa europea in sovereign cloud IaaS
dei workload attuali destinato a spostarsi da provider globali a locali
La Commissione europea usa il Cloud Sovereignty Framework, 8 categorie e 48 criteri, in una gara da 180 milioni.
Cyber Resilience Act: notifica entro 24 ore di vulnerabilità sfruttate e incidenti gravi.
Cyber Resilience Act pienamente applicabile: marcatura CE, documentazione tecnica, SBOM.
Il tessuto è lo stesso. Cambia il primo filo che tiriamo.
Rischio ICT di terze parti e strategie di uscita provate: partiamo da Exit Readiness.
Chi mette sul mercato prodotti con software: partiamo dall'SBOM e dalla gestione delle vulnerabilità.
Continuità e catena di fornitura su ambienti ibridi: partiamo dal Control Graph.
Sovranità dei dati e criteri di gara: partiamo dal Sovereignty Score.
Raccontaci il contesto. In una call di 30 minuti capiamo se un Control Sprint ha senso per te e su quali servizi partire.